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ARTIGLIERI ALPINI



Questo libro raccoglie 290 fotografie in grande formato, trovate nei cassetti di artiglieri alpini appartenenti alla 22a, 23a e 24a batteria del gruppo Belluno della Divisione Pusteria, che i parenti e alcuni ultimi reduci hanno messo gentilmente a disposizione dei curatori.

Le immagini illustrano le attività operative nel 1938, poi le operazioni di guerra sul fronte Francese, in Albania e in Montenegro nel 1940-41-42. Sono immagini eloquenti, che parlano da sole: la vita al fronte, le marce, gli spostamenti con gli obici 75/13 in spalla, il posizionamento del pezzo “ardito”, i duelli d’artiglierie, gli scontri a fuoco, i camminamenti e le trune nella neve, colonne di salmerie. I paesaggi, l’ambiente, la popolazione e i bambini, inermi spettatori di una guerra terribile e violenta che ha causato oltre 38.000 morti italiani. Sono foto fissate con arte e con semplicità dagli improvvisati fotografi in divisa, ma che rappresentano vere testimonianze storiche. Raffrontate con i più moderni equipaggiamenti, ai più giovani sembreranno immagini da repertorio archeologico, eppure sono passati appena settant’anni e ne furono protagonisti i loro nonni.

L’opera comprende estratti da testi e giornali riferiti alle vicissitudini delle batterie, memoriali e diari inediti compilati dagli artiglieri al fronte; da questi traspaiono sofferenze, privazioni, difficoltà e inumani sacrifici, ma sempre al primo posto appare il dovere e l’amor di Patria per l’Italia. All’interno presentazione del generale degli Alpini Cesare Di Dato.

ARTIGLIERI ALPINI 22a, 23a, 24a batterie gruppo Belluno 1938 – 1943. Testimonianze e foto degli artiglieri romagnoli.
A cura di Luigi Melloni - Giovanni Vinci - Franco Orselli. pp. 280, cm30x18, € 25 comprese spese di spedizione.

Reperibile presso:
Carta Bianca Editore

via E. Fermi,18

Faenza (RA)
Tel. Fax. 0546-621977
e-mail: cartabiancapsc@tin.it

OSCURI EROI COLLA FRONTE IMPASTATA DI SUDORE
Il recuperante era (ed è) un mestiere (oggi hobby) povero e pericoloso praticato tra i montanari (escursionisti) sulle linee dei fronti alpini dopo la grande guerra quando i versanti divennero nazionali. Molto diffusi erano i residuati soprattutto metallici con molte bombe inesplose (come racconta il film “I recuperanti” del 1969 di Ermanno Olmi visibile online, scarno ed impressionante con i disgraziati protagonisti che maneggiano e disinnescano ordigni con sbrigative tecniche da artificieri autodidatti e fatalisti). L’amico John Ceruti (già tenente alla Scuola militare alpina) è da tutta la vita che ricerca per passione questi frammenti di storia patria e con i reperti raccolti, insieme ad un ristretto gruppo di esperti collaboratori, ha contribuito e dato linfa al Museo della Guerra Bianca Adamellina, modernissimo allestimento patrocinato dalla Regione Lombardia, in Temù con l’ingresso di fronte ai massicci alpini, vicino a Darfo Boario in provincia di Brescia, per uno specifico assortimento di cimeli bellici ed una fototeca di 12000 immagini proposti al visitatore in un percorso con spaccati emotivo visivi di grande spessore. Questa premessa è opportuna per leggere “l’opera in presa diretta” di Giovanni Biondi (nato a Malegno il 1886 deceduto a Darfo nel 1928) a cura di Walter Belotti e Mauro Ezio Cavalleri  che propone nei “suoi diari” testimonianze di vita quotidiana, militare, sociale, economica, scientifica, ingegneristica, alpinistica, sanitaria, antropologica, ecc.. La grande guerra fu una guerra tecnologica e di posizione che vide impegnato un numero elevatissimo di persone costrette a stretta promiscuità ed alla forzata condivisione di una terribile esperienza all’interno di spazi angusti  ad alte ed altissime quote. La vita in tali contesti segnò in maniera indelebile tutti i combattenti ed i territori interessati. Una moderna legislazione (legge n.78 del 2001), per la quale l’Italia è all’avanguardia, intende tutelare e conservare queste vestigia (forti, fortificazioni, trincee, gallerie, camminamenti, strade e sentieri militari, cippi, monumenti, graffiti, lapidi, tabernacoli, cimeli, archivi, ecc.)  ritenute patrimonio comune a tutti i popoli europei. Il libro, impreziosito da centinaia di foto dell’epoca e notizie inedite, ha un alto valore civico educativo e grande umanesimo. A conclusione del contesto segnalo il film di Olmi del 2014 “Torneranno i prati” che riesce in un’impresa davvero ardua: far sentire, con precisione quasi insostenibile, che cosa doveva essere la vita in trincea, il peso della fatica, del freddo e di un’ingiustizia senza volto.
(Col.a. Nicola De Nicola)

Il volume è consultabile presso la Sezione in San Pancrazio.
Può essere acquistato dall’editore Museo della Guerra Bianca in Adamello, via Roma 40 – 25050 Temù (BS)
costo copertina euro 23,00
contatti: info@museoguerrabianca.it - Tel. 334 6487127.
IL NAUFRAGIO DELLA MOTONAVE "PAGANINI"


Un progetto curato da molto tempo e realizzato con capacità e caparbia determinazione dall’Autore, Art. Franco Fantechi, della Sezione di Firenze è arrivato “finalmente in porto”: il giorno 20 giugno, presso la sala del Cinema “Colonna”, imbandierata e gremita in ogni ordine di posti, è stato presentato il volume indicato nel titolo, quando stavano per compiersi 75 anni dal  naufragio, avvenuto il 28 giugno 1940, nelle acque del mare Adriatico di fronte al porto di Durazzo.
Il libro, come indicato nel sottotitolo, riporta le “storie di Artiglieri raccolte e documentate dalla memoria e dalle carte” Questo sottotitolo racchiude egregiamente il lavoro fatto ed il suo contenuto: l’Autore ha ricercato i pochi superstiti ancora viventi, ha rintracciato le famiglie di molti dispersi, ha potuto consultare documenti di famiglia che generosamente gli sono stati messi a disposizione, relativi alle esperienze vissute dai Soldati (di cui molti del 19° Reggimento Artiglieria “Venezia”.
Ne è nata un’opera ad ampio respiro (un’opera “di peso”, con le sue 624 pagine), che si legge con piacere, per la giusta alternanza di parti descrittive, riproduzioni di documenti, diari personali, foto, ecc.
E’ stato stampato gratuitamente a cura della Regione Toscana (Edizioni dell’Assemblea) ed è stato patrocinato - oltre che dalla Presidenza Nazionale dell’A.N.Art.I., che vi ha creduto fin dal primo momento - dalla Provincia di Firenze e dai Comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Figline ed Incisa Valdarno, Montevarchi, nonché dall’Unione di Comuni del Chianti Fiorentino e di quella del Valdarno e Valdisieve  e dal Consolato di Albania in Firenze.
Ho partecipato volentieri alla presentazione, ho tenuto la Prolusione di apertura, subito dopo il saluto del Delegato Regionale, Serg. Andrea Breschi,  illustrando sinteticamente i meriti dell’Autore e della sua opera dal punto di vista associativo laddove essa esalta “le glorie e le tradizioni dell’Arma di Artiglieria (come indicato nel nostro Statuto) ed evidenziando l’importanza di aver riportato alla luce un episodio “minore” della 2^ Guerra Mondiale, ma in cui tanti Artiglieri persero la vita, mentre i sopravvissuti compirono il loro dovere in territorio albanese e dopo l’8 settembre 1943 non si sbandarono ma continuarono a combattere in territorio albanese e jugoslavo inquadrati nella Divisione Partigiana “Garibaldi”, meritando moltissime decorazioni al valor militare che sono in corso di censimento.
Il valore “storico” del volume è stato illustrato - con la competenza che gli deriva dall’essere stato per molti anni Capo dell’Ufficio Storico dello SME - dal Col. Dott. Antonino Zarcone, che lo ha collocato nel quadro degli avvenimenti della fase iniziale della 2^ Guerra Mondiale e ne ha elogiato il merito di “aver dato voce” a tanti bravi Italiani, di cui certamente si sarebbe perduto la memoria.
E’ seguita la lettura di alcuni brani tratti dal libro, in molti casi davvero toccanti, quando raccontavano le esperienze dirette di alcuni dei sopravvissuti, tanto che la voce dei “lettori” spesso si incrinava per la commozione.
Sono stati presenti molti figli o nipoti dei naufraghi e - fatto davvero eccezionale - è stato presente il reduce fiorentino Art. Mario Lastri, classe 1914, sopravvissuto al naufragio, al quale la Presidenza Nazionale, tra la commozione di tutti i presenti, ha reso il dovuto omaggio.
Il volume, impreziosito da una bella copertina su cui spicca la riproduzione di un quadro del Pittore Patrizio Burgassi,  è a disposizione gratuita di tutti i Soci e studiosi interessati all’argomento visionandolo direttamente  sul sito dell’Assemblea Regionale della Toscana, utilizzando il link http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/eda/pubblicazioni/pub4033.pdf
E’ stata una bella mattinata, sono lieto di essere stato presente e formulo ancora una volta i miei complimenti più vivi e sentiti all’Autore ed al Presidente della Sezione/Delegato Regionale. Bravi!!!

Art. Gen. Rocco Viglietta - XI Presidente Nazionale


 
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